Il racconto della filiera corta cooperativa piemontese 

Set 30, 2026Dalla cooperazione agricola, Eventi

Attraverso territori, prodotti e persone, sette cooperative agricole e Gestcooper hanno raccontato la filiera corta piemontese. Un percorso che si è concluso a Terra Madre 2026 con una degustazione guidata, accompagnato anche dalle voci del podcast “Per farla breve”.

Dalle stalle del Novarese e del Cuneese, dai frutteti ai piedi delle vallate alpine, dai vigneti delle Langhe e del Monferrato, cambiano i prodotti, i territori e i processi produttivi ma il principio alla base della filiera corta cooperativa piemontese è sempre lo stesso. Mettere insieme le forze per valorizzare il lavoro degli agricoltori e rendere più diretto e riconoscibile il rapporto con i consumatori.

È questo il filo conduttore del progetto “La filiera cooperativa – Filiera di eccellenza”, che ha riunito sette cooperative dei comparti lattiero-caseario, ortofrutticolo e vitivinicolo, con Gestcooper nel ruolo di capofila. Un percorso raccontato da Piacere Piemonte, progetto della federazione agricola di Confcooperative Piemonte e Gestcooper, che ha fatto emergere le caratteristiche della filiera corta e del sistema cooperativo piemontese.

Comparti diversi ma valore condiviso

Nel comparto lattiero-caseario, la Latteria Sociale di Cameri e Piemonte Latte mostrano quanto è importante costruire una filiera attorno alla materia prima.

A Cameri, una storia cooperativa iniziata nel 1914 tiene insieme allevatori, trasformazione e produzione casearia: il latte dei soci diventa Gorgonzola DOP, Taleggio DOP, Toma DOP attraverso una lavorazione che continua a puntare sull’artigianalità. Piemonte Latte, invece, aggrega circa 300 allevatori e coordina una materia prima che deve muoversi rapidamente. Dalla stalla al caseificio, il latte è raccolto, controllato e tracciato, permettendo anche alle aziende più piccole di inserirsi in una rete strutturata.

La filiera ortofrutticola è stata raccontata attraverso Joinfruit e Lagnasco Group, due realtà che fanno della dimensione collettiva uno strumento per organizzare produzioni importanti per l’agricoltura piemontese. Joinfruit riunisce 250 soci che lavorano a molte produzioni, tra le quali la mela occupa un ruolo centrale accanto a pesche, nettarine, susine, piccoli frutti e ortaggi. Per la cooperativa, accorciare la filiera significa anche ridurre una distanza “emotiva”, spiegando al consumatore cosa c’è dietro un prodotto e come arriva sulla sua tavola.

Lagnasco Group mette in rete oltre 250 produttori, seguendo la frutta dalla raccolta alla selezione, dalla conservazione fino alla commercializzazione e alla trasformazione. Mele, Ramassin, pesche, kiwi, mirtilli e altre produzioni raccontano un territorio nel quale la cooperazione è un valore fondamentale per valorizzare meglio il raccolto e generare valore per la comunità.

Il terzo comparto raccontato è quello vitivinicolo, con Cantina Clavesana, Terrenostre e Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli. Tre storie cooperative nate in territori differenti ma unite dalla stessa scelta, quella di raccogliere le uve dei soci, trasformarle e restituire valore ai viticoltori.

A Clavesana la cooperazione lega circa 150 soci, custodi di vigne storiche dal Dolcetto e Dogliani DOCG fino all’Alta Langa. A Cossano Belbo, Terrenostre con i suoi 100 soci contribuisce a mantenere viva anche la viticoltura dei sorì, i versanti più impegnativi delle Langhe. Nel Monferrato astigiano, Barbera dei Sei Castelli riunisce circa 250 viticoltori attorno alla Barbera d’Asti e al Nizza DOCG, facendo della qualità delle uve e del presidio delle colline due elementi centrali del proprio modello cooperativo.

Territori e prodotti anche a Terra Madre

Dopo aver attraversato idealmente il Piemonte attraverso le sue cooperative, il racconto è diventato esperienza concreta a Terra Madre 2026.

Il 26 settembre, nello spazio Atelier dei Sapori della Camera di commercio di Torino, in Piazza Carlo Alberto, l’evento “La Filiera Cooperativa: una filiera per sapori di eccellenza” ha riunito i tre comparti in una degustazione guidata aperta al pubblico.

Formaggi, produzioni frutticole e vini sono diventati il punto di partenza per raccontare ciò che viene prima dell’assaggio. Insieme ai prodotti, infatti, sono state le testimonianze dei rappresentanti delle cooperative a dare valore aggiunto all’incontro, permettendo al pubblico di confrontarsi direttamente con chi quelle filiere le vive ogni giorno.

La degustazione ha restituito in modo concreto uno degli obiettivi del progetto: avvicinare produttori e consumatori, facendo conoscere non solo le caratteristiche di ciò che arriva in tavola, ma anche la rete di persone che lo rende possibile.

Piatto con prodotti cooperativi della filiera corta cooperativa piemontese a Terra Madre

“Per farla breve”: la filiera corta piemontese raccontata in un podcast

Le puntate del podcast hanno dato voce alle cooperative e ai loro protagonisti, portando il pubblico dentro i luoghi e le dinamiche della produzione agricola. Ma il racconto ha coinvolto anche i consumatori, partendo dalle domande rivolte direttamente alle persone per far emergere curiosità, dubbi e percezioni legate ai prodotti e alle filiere.

Il risultato è stato un dialogo tra chi produce e chi acquista pensato per spiegare con un linguaggio accessibile che cosa succede prima che un alimento arrivi sulla tavola.

“Per Farla Breve” è disponibile su Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music.

L’esperienza della filiera corta ha mostrato soprattutto quanto realtà molto diverse possano riconoscersi in valori comuni. La cooperazione permette di condividere strutture, competenze e opportunità, ma anche di dare più forza alle aziende più piccole, mantenere vive le aree rurali e rendere più chiaro al consumatore il percorso dei prodotti.

Il progetto si conclude, ma restano le relazioni costruite tra le cooperative e un racconto che continua.